Auin Ouadet Tunisia a pasqua
14 aprile, 2012Abbiamo fatto una bella vacanza spensierata con un gruppo di nuovi amici conosciuti su un forum di malati del sabbione come noi. Dopo lo sbarco a Tunisi e una sosta tecnica ad Hammamet (con piscina termale) siamo andati a visitare un bellissimo anfiteatro romano che si chiama El Jem,
fa una strana impressione pagare il biglietto per visitare un monumento che hanno costruito i tuoi antenati in terra straniera
. I romani erano come gli americani di oggi esportavano la pax romana come gli americani esportano la democrazia, chissa se faranno la stessa fine
. Il giro continua con direzione Tatauine la cui zona è molto ricca di fossili e c’è un piccolo museo molto ricco di reperti fossili con pezzi di dinosauri, per il divertimento di grandi e piccini.
In zona si puo fare anche un lungo giro in off-road a visitare antichi granai fortificati chiamati ksar che sono l’equivalente del nostro antico sistema contadino dei riccetti piemontesi e lombardi, fortificazioni create dai contadini per proteggere i raccolti dalle razzie. Lungo questo giro si possono vedere anche delle pitture rupestri millenarie, consiglio di prendere una guida chiedendo presso al museo, cosi da non perdere nessuna di queste antiche meraviglie. Da Tatauine andiamo a Chenini un bellissimo villaggio che fa parte delle oasi di montagna patrimonio dell’unesco, il villaggio è stato appena ricostruito rispettando il suo antico aspetto molto molto caratteristico essendo la parte vecchia arroccata sul cocuzzolo di un aspro rilievo roccioso che domina tutta la valle. 
Qui vicino c’è un santuario dove riposano le spoglie di sette personaggi illustri e molto saggi, cristiani erranti convertitisi all’islam, di cui uno sembra essere un cane; una strana anomalia perche il cane e’ un animale impuro per la fede islamica e cosa ancora piu’ interessante vi è la tomba di una donna santa. Qui comincia una lunga polemica innescata dalle donne del gruppo coalizzatesi contro il nostro cicerone tunisino e contro i maschietti del gruppo, esse asserivano che tutte le donne sono sante e noi (maschietti) avremmo dovuto erigere monumenti ovunque per ogni donna; BHA!! noi maschietti invece dicevano l’esatto opposto. Nel cortile del santuario ci sono anche le tombe di sette giganti. Non sono giganti veri anche se la dimensione delle tombe lo farebbe supporre, infatti le tombe sono cosi grandi perche’ ospitano ognuna una famiglia nobile intera e le leggende col passare dei secoli hanno fatto nascere la credenza che vi fossero sepolti dei giganti. Il santuario si chiama dei sette grandi e dei sette giganti ed ha sette cupole bianche. La prossima tappa è l’oasi in mezzo al sabbione di Ksar ghilane con la sua caratteristica pozza di acqua termale molto calda. 
La storia di questa oasi è molto antica, perche’ nelle vicinanze c’è un fortino in pietra di origini romane ma la piscinetta termale è nata dalle ricerche petrolifere che non sono andate a buon fine, perche trovarono solo una faglia in pressione di acqua fossile calda che ora alimenta la piscinetta per il piacere dei turisti. Adesso andiamo alla ricerca di antichi pozzi in mezzo al sabbione, antiche zone di sosta per le carovane che attraversavano il sahara, che oggi sono state rimodernate per abbeverare le greggi dei pastori nomadi della zona che qui fanno pascolare capre pecore e cammelli.
Tranne uno che era abbandonato da molto tempo
forse perche secco gli altri sono forniti di pannelli solari o torri eoliche per il pompaggio del prezioso liquido in grossi serbatoi di cemento, la poesia dei luoghi ne risulta un po danneggiata ma stare in mezzo al sabbione e fantasticare su come fosse stato nel passato e’ comunque molto bello per un malato d’africa come l’orso. Eppoi lungo il cammino le carovane di cammelli si vedono comunque e con un po di fantasia…..
Da adesso comincia la parte impegnativa del giro con le dunette e i cordoni da scavalcare. Finora abbiamo scherzato ora si fa sul serio, anche se alla sera appena ci fermiamo per fare campo si scatena l’Happy hours alla milanese, sembra di stare sui navigli, non nel pieno del deserto. Si aprono i frigo e i tavoli si ricoprono di ogni ben di dio, salatini affettati stuzzichini e formaggi di ogni genere e regione aperitivi e softdrink di ogni tipo, scoppia d’improvviso la festa e i balli hehehe. L’orso per sua natura non e’ abituato a queste cose ma si adegua e tira fuori le sue caramelle gommose e si mette a far festa come puo’ pure lui hihihi.
La direzione e’ il monte di tembain e poi dopo un bel po di cordoni l’oasi di auin ouadet. I panorami si aprono e il deserto selvaggio ci circonda con la sua stupenda forza e desolazione e l’orso si ricarica lo spirito.

I passaggi si fanno piu tecnici, ora si scende spesso dalle auto ed a piedi si cercano le traiettorie migliori, i buchi, i catini, i passaggi laterali, gli sdunamenti di prepotenza e le discese ardite riempiranno le nostre giornate. La gigia si rivela una macchina un po piu impegnativa nella guida cosi tecnica ma alla fine grazie anche al frequente aiuto dei nuovi amici molto piu esperti di noi, anche lei ha mostrato il suo carattere di 4×4 dura e pura. Ma alla sera al campo si fa festaaaaaaaaaaa e quando arriva il buio accendiamo il fuoco e tutti intorno raccontano una storia (di viaggio) .
L’oasi di auin ouadet è molto bella e appare all’improvviso in mezzo al deserto come una perla verde. La sua storia è simile a quella di ksar ghilane infatti è nata dalle ricerche petrolifere. Gli impianti di trivellazione giunsero qui in mezzo al nulla con gli elicotteri e trovando solo acqua termale calda sparirono senza lasciare ne traccia ne strada. Col tempo i pastori tuareg di cammelli della zona riuscirono per caso a riscoprirla e diffusero la notizia di questa nuova oasi e comincio la gara a trovare un passaggio via terra (sabbia) per raggiungerla, ora è abbastanza famosa perche il turismo in 4×4 ormai l’ha trasformata in una meta obligata della tunisia sahariana.
In questo viaggio ho potuto verificare che due proverbi antichi sono veramente ancora validi.
Un amico vero si vede nel momento del bisogno
Un amico vale piu di tutto l’oro del mondo
Infatti la gigia sul ritorno ha avuto uno stupido problema di avviamento che se fosse successo nella civilta avrebbe creato solo un po di disagio, ma essendo capitato in mezzo al sabbione le prospettive sono cambiate radicalmente.
E’ solo grazie ai nostri nuovi AMICI
che siamo riusciti a riportare la gigia tutta intera e interga e con una modica spesa a casa
Grazie di cuore ancora dunque ai ragazzi che ci hanno aiutato e stroppato ripetutamente nel sabbione
Sia materialmente che psicologicamente
Ciao e……… alla prossima
foto in 3d
foto navigabile con il mouse
foto panoramica

















